Roberto
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Cos’è il BIM e quali sono i vantaggi nel settore delle costruzioni

Cos’è il BIM e perché conviene usarlo

Come ormai noto, BIM è un acronimo generato dalle parole “Building Information Modeling” o “Building Information Model“, espressioni spesso usate (erroneamente) in maniera equivalente.


L’accezione originale, più corretta e universalmente accettata, è Building Information Modeling, dove la parola Modeling fa riferimento ai processi di:

·         creazione

·         archiviazione

·         gestione

·         condivisione

delle informazioni relative all’opera edile interessata dall’intervento.

Tali informazioni  sono contenute in un modello (Model) virtuale dell’opera stessa.

Parlare di BIM, quindi, non significa soltanto parlare di software, ma indica una metodica, una modalità nuova di operare mediante una tecnologia il cui valore innovativo principale risiede nella possibilità di condivisione dell’informazione e non, in primo luogo, nelle funzionalità tecniche messe a disposizione, pur se avanzate.

Ed è proprio questa nuova modalità di condivisione delle informazioni che apre un nuovo scenario operativo di tipo collaborativo, che consente di ripensare ai processi della filiera produttiva in chiave di creazione di valore, prefigurando alternative convenienti alle tradizionali modalità di lavoro.

Criticità del settore delle costruzioni

Infatti, come è ben chiaro a tutti gli operatori del settore, l’industria delle costruzioni è afflitta da criticità strutturali che ne penalizzano efficienza e produttività.

La ormai endemica difficoltà a prevedere con accettabile approssimazione i tempi realizzativi di un opera e/o a stimarne i costi, altro non è che la inevitabile conseguenza di tali criticità.

Occorre, d’altronde, sottolineare che nel settore delle costruzioni coesistono una molteplicità di specializzazioni, anche notevolmente distinte tra di loro: tale frammentazione appare evidente sia in fase di progettazione (progettisti architettonici, strutturisti, geotecnici, impiantisti, etc.) sia in fase realizzativa (imprese appaltatrici, sub-appaltatrici, artigiani, etc.), sia per quanto riguarda gli aspetti contrattuali e amministrativi, caratterizzati anch’essi da iter procedurali diversificati, spesso lunghi e/o contorti.

Il processo produttivo di tipo tradizionale evidentemente non riesce a gestire in maniera ottimale tutta questa frammentazione, generando inefficienze e perdite di valore tipiche come ad esempio:

·         perdita di parte delle conoscenze accumulate ad ogni passaggio

·         presenza di informazioni talora ridondanti

·         frequenti rilavorazioni causate da mancate condivisione di scelte progettuali o carenze da parte della committenza

Studi sulla produttività

Alcuni studi sviluppati negli USA, dove la metodologia BIM è da tempo al centro dell’interesse degli operatori, hanno cercato di valutare quantitativamente gli effettivi vantaggi offerti da questa tecnologia.

Un interessante studio, sviluppato dal CIFE (Center for Integrated Facility Engineering) della Stanford University illustra la produttività nel settore delle costruzioni negli USA confrontata con tutti i settori non agricoli (industria e costruzioni) dal 1964 al 2004.


In questo periodo la produttività delle industrie non agricole (comprese le costruzioni) è più
che raddoppiata.

Nel contempo la produttività dei lavoratori nel settore delle sole costruzioni è stimata essere diminuita di circa il 10% rispetto a quella del 1964.

Lo studio non fornisce un’ipotesi interpretativa che motivi tale flessione, ma si sofferma sul dato, decisamente inquietante, dell’allargarsi del divario tra i due diagrammi.

L’ipotesi formulata per giustificare la progressione positiva della curva relativa all’industria manifatturiera, prende in considerazione l’effetto positivo dovuto all’affermarsi dell’automazione, dei sistemi informativi, di una migliore metodica dei sistemi di approvvigionamento e di un miglioramento dei processi collaborativi.

Tutti questi aspetti, non essendo stati ancora adeguatamente assorbiti dal settore delle costruzioni, avrebbero portato ad una sostanziale stazionarietà del trend di crescita.

Sul costo delle inefficienze nel comparto delle costruzioni è incentrata un’altra ricerca effettuata nel 2002 dal NIST (National Institute of Standard and Technology), realizzata confrontando il costo ipotetico delle costruzioni, ottenuto in uno scenario in cui il flusso di informazioni viaggi senza soluzioni di continuità e senza ridondanze, con i dati reali.


I risultati, certamente significativi, sono stati attribuiti sostanzialmente a 3 aspetti:

  1. sovrastruttura del sistema (gestione dei processi inefficiente, sistemi informatici ridondanti, personale sovradimensionato)
  2. cattiva gestione dell’informazione (frequente reimputazione dei dati, o ridondanza degli stessi),
  3. costi relativi ad inefficienze del personale

Gli studi sui vantaggi offerti dal BIM

Molto interessanti sono i risultati che appaiono su una pubblicazione periodica della McGraw Hill Construction, “The business value of BIM in North America“, un’indagine sull’espansione del BIM nel mercato del nord America.


Tra i tanti report presenti, vi si trova un attento studio effettuato da un’affermata impresa
americana, che ha analizzato 408 propri lavori eseguiti tra il 2003 e il 2009.

Lo studio ha permesso di evidenziare come i costi percentuali sostenuti a causa di varianti ascrivibili a errori progettuali, siano passati da circa il 18% nel caso di attività svolte in modalità “2D” senza l’ausilio del BIM, a circa il 2% nel caso di piena applicazione della tecnologia BIM.

Questa valutazione bene interpreta i due seguenti diagrammi, presenti sempre nello stesso documento.

Il primo report testimonia la rilevante progressione dell’espansione dell’utilizzo del BIM negli Stati Uniti tra il 2007 e il 2012, mentre il secondo evidenzia come nello stesso periodo di tempo si sia assistito al sorpasso, nell’uso del BIM, operato dalle imprese di costruzione rispetto agli ingegneri ed architetti.

Questo dato, come dimostrato dallo studio precedentemente illustrato relativo ai 408 interventi edilizi, è senz’altro ascrivibile alla sempre più ampia presa di coscienza da parte delle imprese di costruzioni della convenienza economica derivante dall’adozione della tecnologia BIM.

Nel mondo ci sono numerosi studi condotti su progetti pilota, differenti per dimensione e ambito operativo: tutti conducono a conclusioni analoghe circa la convenienza derivante dall’adozione della metodologia BIM. Metodologia, come detto, che non può solamente ricondursi all’uso di software specifici, ma più profondamente investe gli aspetti collaborativi tra gli attori del settore.

Naturalmente tutto parte dalla disponibilità di strumenti informatici che richiedono e favoriscono un cambio della modalità lavorativa.

Cos’è il BIM e quali sono i vantaggi nel settore delle costruzioni

BIM e convenienza

Cos’è il BIM e perché conviene usarlo: analizziamo le caratteristiche di questa straordinaria tecnologia ed i reali vantaggi offerti nel settore delle costruzioni

Come ormai noto, BIM è un acronimo generato dalle parole “Building Information Modeling” o “Building Information Model“, espressioni spesso usate (erroneamente) in maniera equivalente.

L’accezione originale, più corretta e universalmente accettata, è Building Information Modeling, dove la parola Modeling fa riferimento ai processi di:

·         creazione

·         archiviazione

·         gestione

·         condivisione

delle informazioni relative all’opera edile interessata dall’intervento.

Tali informazioni  sono contenute in un modello (Model) virtuale dell’opera stessa.

Parlare di BIM, quindi, non significa soltanto parlare di software, ma indica una metodica, una modalità nuova di operare mediante una tecnologia il cui valore innovativo principale risiede nella possibilità di condivisione dell’informazione e non, in primo luogo, nelle funzionalità tecniche messe a disposizione, pur se avanzate.

Ed è proprio questa nuova modalità di condivisione delle informazioni che apre un nuovo scenario operativo di tipo collaborativo, che consente di ripensare ai processi della filiera produttiva in chiave di creazione di valore, prefigurando alternative convenienti alle tradizionali modalità di lavoro.

Criticità del settore delle costruzioni

Infatti, come è ben chiaro a tutti gli operatori del settore, l’industria delle costruzioni è afflitta da criticità strutturali che ne penalizzano efficienza e produttività.

La ormai endemica difficoltà a prevedere con accettabile approssimazione i tempi realizzativi di un opera e/o a stimarne i costi, altro non è che la inevitabile conseguenza di tali criticità.

Occorre, d’altronde, sottolineare che nel settore delle costruzioni coesistono una molteplicità di specializzazioni, anche notevolmente distinte tra di loro: tale frammentazione appare evidente sia in fase di progettazione (progettisti architettonici, strutturisti, geotecnici, impiantisti, etc.) sia in fase realizzativa (imprese appaltatrici, sub-appaltatrici, artigiani, etc.), sia per quanto riguarda gli aspetti contrattuali e amministrativi, caratterizzati anch’essi da iter procedurali diversificati, spesso lunghi e/o contorti.

Il processo produttivo di tipo tradizionale evidentemente non riesce a gestire in maniera ottimale tutta questa frammentazione, generando inefficienze e perdite di valore tipiche come ad esempio:

·         perdita di parte delle conoscenze accumulate ad ogni passaggio

·         presenza di informazioni talora ridondanti

·         frequenti rilavorazioni causate da mancate condivisione di scelte progettuali o carenze da parte della committenza

Studi sulla produttività

Alcuni studi sviluppati negli USA, dove la metodologia BIM è da tempo al centro dell’interesse degli operatori, hanno cercato di valutare quantitativamente gli effettivi vantaggi offerti da questa tecnologia.

Un interessante studio, sviluppato dal CIFE (Center for Integrated Facility Engineering) della Stanford University illustra la produttività nel settore delle costruzioni negli USA confrontata con tutti i settori non agricoli (industria e costruzioni) dal 1964 al 2004.


In questo periodo la produttività delle industrie non agricole (comprese le costruzioni) è più
che raddoppiata.

Nel contempo la produttività dei lavoratori nel settore delle sole costruzioni è stimata essere diminuita di circa il 10% rispetto a quella del 1964.

Lo studio non fornisce un’ipotesi interpretativa che motivi tale flessione, ma si sofferma sul dato, decisamente inquietante, dell’allargarsi del divario tra i due diagrammi.

L’ipotesi formulata per giustificare la progressione positiva della curva relativa all’industria manifatturiera, prende in considerazione l’effetto positivo dovuto all’affermarsi dell’automazione, dei sistemi informativi, di una migliore metodica dei sistemi di approvvigionamento e di un miglioramento dei processi collaborativi.

Tutti questi aspetti, non essendo stati ancora adeguatamente assorbiti dal settore delle costruzioni, avrebbero portato ad una sostanziale stazionarietà del trend di crescita.

Sul costo delle inefficienze nel comparto delle costruzioni è incentrata un’altra ricerca effettuata nel 2002 dal NIST (National Institute of Standard and Technology), realizzata confrontando il costo ipotetico delle costruzioni, ottenuto in uno scenario in cui il flusso di informazioni viaggi senza soluzioni di continuità e senza ridondanze, con i dati reali.


I risultati, certamente significativi, sono stati attribuiti sostanzialmente a 3 aspetti:

  1. sovrastruttura del sistema (gestione dei processi inefficiente, sistemi informatici ridondanti, personale sovradimensionato)
  2. cattiva gestione dell’informazione (frequente reimputazione dei dati, o ridondanza degli stessi),
  3. costi relativi ad inefficienze del personale

Gli studi sui vantaggi offerti dal BIM

Molto interessanti sono i risultati che appaiono su una pubblicazione periodica della McGraw Hill Construction, “The business value of BIM in North America“, un’indagine sull’espansione del BIM nel mercato del nord America.


Tra i tanti report presenti, vi si trova un attento studio effettuato da un’affermata impresa
americana, che ha analizzato 408 propri lavori eseguiti tra il 2003 e il 2009.

Lo studio ha permesso di evidenziare come i costi percentuali sostenuti a causa di varianti ascrivibili a errori progettuali, siano passati da circa il 18% nel caso di attività svolte in modalità “2D” senza l’ausilio del BIM, a circa il 2% nel caso di piena applicazione della tecnologia BIM.

Questa valutazione bene interpreta i due seguenti diagrammi, presenti sempre nello stesso documento.

Il primo report testimonia la rilevante progressione dell’espansione dell’utilizzo del BIM negli Stati Uniti tra il 2007 e il 2012, mentre il secondo evidenzia come nello stesso periodo di tempo si sia assistito al sorpasso, nell’uso del BIM, operato dalle imprese di costruzione rispetto agli ingegneri ed architetti.

Questo dato, come dimostrato dallo studio precedentemente illustrato relativo ai 408 interventi edilizi, è senz’altro ascrivibile alla sempre più ampia presa di coscienza da parte delle imprese di costruzioni della convenienza economica derivante dall’adozione della tecnologia BIM.

Nel mondo ci sono numerosi studi condotti su progetti pilota, differenti per dimensione e ambito operativo: tutti conducono a conclusioni analoghe circa la convenienza derivante dall’adozione della metodologia BIM. Metodologia, come detto, che non può solamente ricondursi all’uso di software specifici, ma più profondamente investe gli aspetti collaborativi tra gli attori del settore.

Naturalmente tutto parte dalla disponibilità di strumenti informatici che richiedono e favoriscono un cambio della modalità lavorativa.

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